Antonio Gottarelli

Cosmogonica. Il fegato di Tiamat e la soglia misterica del tempo

Dai miti cosmologici del Vicino Oriente Antico ad una nuova interpretazione del fegato etrusco di Piacenza

Collana di “Archeologia del Rito”, vol. 2, edizioni Te.m.p.l.a., Bologna 2017

Il grande Poema della Creazione babilonese, il mito di Enmeduranki, il libro dei segreti di Enoc, i rotoli di Qumran. Per la prima volta un unico percorso di ricerca svela le connessioni esistenti tra un piccolo modello bronzeo di fegato rinvenuto a Ciavernasco di Piacenza, all’alba dell’unità d’Italia, e la trama occulta di una delle più custodite discipline misteriche dell’antichità. La soglia del tempo, quella che è stabilmente definita dall’alternanza di stato tra il giorno e la notte e che è indotta dal continuo moto di rotazione del quadro celeste, è l’essenza stessa del principio su cui si fonderà l’intera costruzione cosmologica della dimensione concettuale del sacro. In quanto specchio delle configurazioni “enimmatiche” che il sistema avrebbe assunto nel suo sviluppo temporale futuro, la divinazione basata sull’ispezione del fegato venne considerata in Mesopotamia, e poi ancora presso Greci ed Etruschi, la prima e più importante forma di interrogazione dei destini futuri. Ed è a questa più estesa costruzione cosmologica, e non ai soli e mutevoli esiti delle sentenze da essa derivate, che va più correttamente ricondotta l’interpretazione di uno dei più enigmatici reperti archeologici dell’antichità: il Fegato etrusco di Piacenza.

ISBN 978-88-6113-009-8

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Volume a stampa formato 16,5 x 24 cm; 300 pagine, b/n, carta patinata opaca 150 gr; rilegatura di pregio in brossura cucita a filo refe, copertina colore satinata, cartonata con dorso quadro, sovracopertina colore con alette, plastificata opaca.

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