La scoperta della pietra di fondazione di Augusta Praetoria è stata la prima mossa propulsiva per la stesura di questo libro. Gli studi inerenti Aosta romana degli ultimi decenni, essenzialmente orientati sulla ricerca archeologica, non hanno mai affrontato i riti di inaugurazione, tanto meno i rapporti tra l’orientamento, la “logica del confine” e il substrato religioso che è alla base del diritto augurale. In queste pagine si è dato ampio spazio alla letteratura classica inerente il rapporto tra la presa degli auspici e l’orientamento del templum solare, tra i riti di inaugurazione e la pratica agrimensoria. La pietra di fondazione è stata posta in un punto preciso nel contesto dell’intero perimetro della cinta muraria, un luogo privilegiato adatto allo svolgimento del rituale augurale, ma anche il punto di origine di un sistema proiettivo dal piccolo al grande istruttivo per le operazioni svolte dagli agrimensori e finalizzate all’orientamento della città secondo un disegno improntato su due criteri: astrologico, il segno zodiacale concezionale di Augusto e astronomico, il punto d’alba del sole al solstizio d’inverno. La ratio del diritto augurale e la sacralità dei riti di fondazione trovano nella pietra il loro punto di unione. L’orientamento del perimetro delle mura e degli assi viari è la diretta conseguenza della scelta di fondare la colonia nel primo giorno in cui il sole sorge nella costellazione del Capricorno; ciò rende ragione di quanto la predilezione di Augusto per il proprio segno concezionale sia stata un elemento importante per la sua propaganda di potere e di autorità.
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